Truffe sentimentali online: come riconoscerle e difendersi.

Truffe sentimentali: “All you need is love” cantavano i Beatles. Spesso accade che da un’esigenza naturale come questa, derivino conseguenze dannose che ben poco hanno a che fare con il nobile sentimento.

di Redazione Compliance Legale

Sempre più di frequente si sente infatti parlare del nuovo fenomeno delle truffe sentimentali online perpetuate a danno di donne o uomini che si ritrovano ad essere soggiogati ed usati da ambigui personaggi.

Il meccanismo che fa scattare la truffa è molto semplice e apparentemente di facile riconoscimento:

il truffatore, avvalendosi del mezzo social, adesca le proprie vittime e, iniziando ad interagire con loro, crea con le stesse un legame di dipendenza tale da sfociare nell’estorsione di denaro e nel ricatto.

Sono veri e propri racket criminali quelli che gestiscono i falsi profili sulle piattaforme social e che sono, almeno nella maggior parte dei casi, localizzabili in Ghana ed in Nigeria.

I truffatori, manifestandosi nelle vetrine virtuali dei social, adoperano foto accattivanti e seducenti che estrapolano da altrui profili o da ricerche online.

Una volta creato ad hoc un profilo ed una volta inventata una storia di vita personale drammatica, ecco che i malintenzionati iniziano la loro opera di corteggiamento e convincimento.

La chiave consiste nel far scaturire il pietismo della vittima,

Hai presente il recente caso di Pamela Prati ed il suo fantomatico spasimante “Mark Caltagirone”? Ecco. Parliamo di truffa sentimentale online. (Clicca qui per approfondire meglio il caso di Pamela Prati)


truffe sentimentali

Il “Love bombing”, termine coniato originariamente per rappresentare il plagio che le sette riservavano ai loro adepti, è ad oggi utilizzato anche per illustrare la fase iniziale delle truffe sentimentali.

Il malintenzionato infatti, designate le vittime (persone quasi sempre fragili, sole o reduci di delusioni amorose) inizia a corteggiarle, ad entrare in intimità con loro fino a diventare parte integrante della loro vita e a renderle dipendenti.

Da qui inizia la vera e propria opera di truffa.

Le vittime infatti inizieranno a chiedere un incontro con l’amato, che, guarda caso, si troverà sempre nell’ impossibilità di raggiungerle.

Il copione è quasi sempre lo stesso.

Lui (trattasi nella maggior parte di casi di uomini) è un medico, un volontario o un militare capitato in zone di guerra o in paesi le cui autorità non rilasciano i documenti per l’espatrio.

Inizieranno le richieste di soldi per i biglietti dell’aereo, per il rilascio delle documentazioni o per le cure mediche. Non di rado infatti accade che il truffatore insceni una malattia, propria o di un parente, tale da non consentirgli spostamenti.

Il gioco è dunque presto realizzato: la vittima innamorata inizierà a sborsare, con bonifici, assegni o addirittura ricariche telefoniche.

Quando i soldi smetteranno di arrivare, vuoi l’impossibilità economica della vittima, vuoi l’avere la stessa scoperto il meccanismo di truffa, lo spasimante sparirà, cancellando tutti i profili social e non lasciando alcuna traccia di lui.

In alcuni casi può accadere inoltre che la vittima, infatuata ed attratta, decida di scambiare e condividere con il partner virtuale, foto o video intimi che facilmente potrebbero diventare oggetto di minaccia e ricatto.

A tal proposito, ti suggerisco di leggere cosa avevamo scritto riguardo il “revenge porn” (clicca qui).

Sono almeno 2.000 le italiane raggirate da falsi corteggiatori sui social, ma questo fenomeno, fortemente in crescita, colpisce anche gli uomini, soprattutto anziani, contattati da aitanti e giovani donne che chiedono denaro per scappare da situazioni di disagio economico e/o familiare.


Come evitare di imbattersi nelle truffe sentimentali – romantiche online?


Innanzitutto adoperando il buon senso e lasciando, qualche volta, che il cervello abbia la meglio sul cuore.

Parlarne. Raccontare ad amici o parenti cosa vi sta accadendo e farsi consigliare.

Adoperare alcuni accorgimenti basilari sfruttando le risorse che la rete ci offre.

Si può iniziare, ad esempio, dal salvare una foto dell’account “sospetto” ed avviare una ricerca nella sezione “immagini” di google, la quale ci consente di caricare un’immagine e scoprire se è già in rete.

In questo modo si potrà da subito capire se la foto utilizzata dal malintenzionato/a appartiene ad altri utenti già presenti in rete.

Ancora più importante, una volta scoperto l’inganno, è denunciare, rivolgendosi alla polizia postale.


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