Impianti fotovoltaici ed eolici: il procedimento di autorizzazione

Con il presente articolo, intendiamo fornire una panoramica sintetica ed immediata circa l’iter autorizzativo per la realizzazione di impianti fotovoltaici ed eolici, alla luce della nuova normativa in materia energetica da ultimo intervenuta (ovverosia il D.L. 17/2022 – cosiddetto “Decreto Energia”, convertito con la L. 27 aprile 2022, n.34; ed il D.L. n. 50/2022, convertito con la L. 20 maggio 2022, n.21).

di Avv. Manuel Costa

Le Aree Idonee


Innanzitutto, per quanto concerne l’individuazione delle aree cosiddette “idonee” per la posa in opera degli impianti di produzione di energia elettrica da fonte rinnovabile (fotovoltaici ed eolici), si rappresenta come tale processo di individuazione dovrebbe trovare conclusione entro la fine del 2022, rendendosi necessaria l’adozione, da parte del Ministero della Transizione Ecologica – MITE, l’adozione di più decreti attuativi recanti l’elencazione dei criteri tecnici dettati dal D.lgs. 199/2021 (cd. Decreto RED).

Allo stato attuale, tuttavia, si considerano idonee – in forza di legge, secondo il dettato di cui all’art. 20, co. 8 del Decreto RED, nonché ai sensi del Decreto Energia – le seguenti aree:

  • siti dove siano già installati impianti della medesima fonte, sui quali vengano realizzati interventi di modifica non sostanziale;
  • aree dei siti oggetto di bonifica ai sensi del Codice dell’Ambiente (D.lgs. 152/2006);
  • cave e miniere cessate, non recuperate o abbandonate, oppure in condizioni di degrado ambientale;
  • i siti nella disponibilità dei gestori delle ferrovie e delle autostrade;
  • aree non gravate da vincoli paesaggistici e non ricadenti in una fascia di rispetto da aree soggette a tutela (fascia di 8 km nel caso di impianti eolici e di 1 km nel caso di impianti fotovoltaici).

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Altresì, con specifico ed esclusivo riferimento ad impianti fotovoltaici a terra (purché le aree non siano gravate da vincoli paesaggistici), si considerano idonee:

  • le aree classificate agricole, se esse sono ricomprese e, dunque, non distano più di 500 metri da zone a destinazione industriale, artigianale e commerciale, compresi i siti di interesse nazionale, nonché le cave e le miniere;
  • le aree interne agli impianti industriali e agli stabilimenti, nonché le aree classificate agricole distanti non più di 500 metri dal medesimo impianto o stabilimento;
  • le aree adiacenti alla rete autostradale entro una distanza non superiore a 300 metri.


L’iter autorizzativo


Gli impianti di nuova realizzazione (nonché le relative opere connesse) da realizzarsi in aree idonee, come indicate nel paragrafo che precede, godranno del seguente regime autorizzativo semplificato:

  • DILA (Dichiarazione Inizio Lavori) per impianti di potenza fino a 1 MW [*precedentemente la DILA era lo strumento preposto alla modifica di impianti in esercizio e/o progetti già autorizzati, purché rispettosi di certi limiti, senza occupazione di nuove aree];
  • PAS (Procedura Abilitativa Semplificata) per impianti di potenza ricompresa fra 1 MW e 10 MW;
  • AU (Autorizzazione Unica) per impianti di potenza superiore ai 10 MW.

Per il tramite del nuovo comma 9-bis dell’art. 6 del D.lgs. 28/2011 (cd. Decreto Romani), la PAS può essere fin da subito utilizzata per gli impianti fotovoltaici di potenza sino a 10 MW (unitamente alle relative opere connesse), purché realizzati nelle succitate “aree idonee”, nonché agli impianti agro-voltaici che distino a non più di 3 chilometri da aree a destinazione industriale, artigianale e commerciale.

La PAS, altresì, troverà applicazione nel caso di impianti fotovoltaici anche con potenza fino a 20 MW (connessi sia in alta che in media tensione), purché gli stessi siano localizzati in:

  • aree a destinazione industriale, produttiva o commerciale;
  • discariche o lotti di discarica chiusi e ripristinati;
  • cave o lotti di cave non suscettibili di ulteriore sfruttamento, sulle quali siano state completate attività di ripristino e/o recupero ambientale.

Gli impianti in parola, con potenza sino a 10 MW, non sono più assoggettabili alle procedure di VIA e di Screening VIA, purché “il proponente alleghi […] un’autodichiarazione dalla quale risulti che l’impianto non si trova all’interno di aree comprese tra quelle specificamente elencate e individuate ai sensi della lettera f) dell’allegato 3 annesso al decreto del Ministro dello sviluppo economico 10 settembre 2010, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 219 del 18 settembre 2010” (ovverosia non ricadano all’interno di aree vulnerabili o sensibili alle trasformazioni del territorio e del paesaggio, come ad esempio i siti inseriti all’interno della relativa lista UNESCO; le aree IBA; le aree naturali protette di cui al succitato decreto del 18 settembre 2010).

Inoltre, con riferimento alla aree a destinazione industriale, in deroga agli strumenti urbanistici comunali ed agli indici di copertura esistenti, è consentita l’installazione di impianti solari fotovoltaici e termici che coprano una superficie non superiore al 60 per cento dell’area industriale di pertinenza.

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Dunque, i regimi autorizzativi per gli impianti di produzione di energia elettrica da FER (Fonti di Energia Rinnovabile) sono disciplinati dal D.lgs. n. 387/2003 e dal D.lgs. n. 28/2011 (cd. Decreto Romani):

  • per i regimi autorizzativi semplificati (PAS e Comunicazione di Inizio Lavori) l’ente di riferimento è il Comune;
  • per l’Autorizzazione Unica (AU) il procedimento amministrativo è quello previsto dall’ art. 12 del D.Lgs. n. 387/2003 e s.m.i. che attribuisce le funzioni alle Regioni per quasi tutte le tipologie di impianti (ad eccezione dei soli impianti a mare che sono di competenza statale). Le Regioni, tuttavia, a loro volta, possono delegare le funzioni dell’autorizzazione unica alle Province.


La Dichiarazione di Inizio Lavori Asseverata – DILA


Il D.lgs. 28/2011, per il tramite dell’art. 6 bis (rubricato “Dichiarazione di inizio lavori asseverata“), comma 1, dispone che siano realizzate mediante DILA le modifiche agli impianti esistenti e le modifiche dei progetti autorizzati che, senza incremento di area occupata dagli impianti e dalle opere connesse ed a prescindere dalla potenza elettrica risultante a seguito dell’intervento, ricadono nelle categorie di cui alle lettere a), b) c), d), del comma medesimo.

Altresì, ai sensi del successivo comma 3, è disposta la realizzazione mediante DILA anche di nuovi impianti fotovoltaici con moduli collocati sulle coperture di fabbricati rurali, di edifici a uso produttivo e di edifici residenziali, nonché i progetti di nuovi impianti fotovoltaici i cui moduli sono installati in sostituzione di coperture di fabbricati rurali e di edifici su cui è operata la completa rimozione dell’eternit o dell’amianto, a condizione che i fabbricati siano collocati fuori delle zone A di cui al decreto del Ministro dei lavori pubblici 2 aprile 1968, n. 1444, e non siano tutelati ai sensi del Codice dei beni culturali e del paesaggio di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42.

Da ultimo, in virtù della novella normativa rappresentata nel paragrafo che precede, il legislatore ha disposto l’utilizzo della DILA anche per la realizzazione in aree idonee di nuovi impianti di potenza fino a 1 MW.


La Procedura Abilitativa Semplificata – PAS


Sostanzialmente, la PAS – introdotta dal D.lgs. 28/2011, all’art. 6 – sostituisce la precedente Denuncia di Inizio Attività (DIA) e risulta utilizzabile per la realizzazione di impianti di produzione di energia elettrica alimentati da FER al di sotto di prefissate soglie di potenza (oltre le quali si ricorre alla AU) e per alcune tipologie di impianti di produzione di caldo e freddo da FER.

La PAS deve essere presentata al Comune almeno 30 giorni prima dell’inizio lavori, accompagnata da una dettagliata relazione, a firma di un progettista abilitato, e dagli opportuni elaborati progettuali, attestanti anche la compatibilità del progetto con gli strumenti urbanistici e i regolamenti edilizi vigenti, nonché il rispetto delle norme di sicurezza e di quelle igienico-sanitarie.

Per la PAS vale il meccanismo del cd. “silenzio assenso”: ed infatti, trascorso il termine di 30 giorni dalla presentazione della PAS senza riscontri o notifiche da parte del Comune, sarà possibile iniziare i lavori.

Da ultimo, l’introduzione del nuovo comma 9 bis ha disposto che lo strumento della PAS trovi applicazione sia nel caso di nuova realizzazione di impianti fotovoltaici con potenza sino a 10 MW (a patto che siano realizzati in “aree idonee”), sia in caso di realizzazione di impianti agro-voltaici che distino a non più di 3 chilometri da aree a destinazione industriale, artigianale e commerciale.

Altresì, troverà applicazione la PAS anche nel caso di impianti fotovoltaici con potenza fino a 20 MW (connessi sia in alta che in media tensione), purché localizzati in:

  • aree a destinazione industriale, produttiva o commerciale;
  • discariche o lotti di discarica chiusi e ripristinati;
  • cave o lotti di cave non suscettibili di ulteriore sfruttamento, sulle quali siano state completate attività di ripristino e/o recupero ambientale.


L’Autorizzazione Unica – AU


Essa rappresenta il provvedimento introdotto dall’articolo 12 del D.lgs. 387/2003 volto ad autorizzare gli impianti di produzione di energia elettrica alimentati da FER, al di sopra di prefissate soglie di potenza (ad oggi, per impianti di potenza superiore ai 10 MW).

L’AU, rilasciata al termine di un procedimento unico svolto nell’ambito della Conferenza dei Servizi (alla quale partecipano tutte le amministrazioni interessate), costituisce titolo a costruire ed esercire l’impianto e, ove necessario, diventa variante allo strumento urbanistico.

Il procedimento unico ha durata massima pari a 90 giorni – al netto dei tempi previsti per la procedura di Valutazione di Impatto Ambientale (VIA), laddove necessaria – e la competenza per il relativo rilascio risiede in capo alle Regioni o alle Province da esse delegate.


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